La decisione del Tar di ricontare 15mila schede
TORINO – «La Corte rigetta tutte le eccezioni di invalidità e dichiara ammissibili i ricorsi». All’una e 15 di notte il Piemonte torna ad essere una regione in bilico. Dopo sei ore di camera di consiglio i giudici decidono per il riconteggio dei voti di due liste, consegnando una vittoria parziale ai ricorsi presentati dal centrosinistra. L’Ufficio elettorale dovrà spulciare tra i 12.154 voti assegnati all’ex consigliere dell’Udc Deodato Scanderebech per vedere se l’elettore ha espresso anche la propria preferenza per il candidato presidente Roberto Cota. E lo stesso verrà fatto con i 2.826 voti assegnati alla lista Forza Consumatori. Alla fine di una giornata estenuante tutti possono comunque cantare vittoria, anche il centrodestra di Roberto Cota. Perché la fetta più grande del primo ricorso, quella che riguardava le irregolarità nella presentazione della lista «Verdi Vvff» è stata tolta dalla tavola. Ricorso bocciato, e 32.000 voti che non rischiano l’annullamento.

La vicenda personale di Deodato Scanderebech, macchina da voti ex Udc, girava intorno a una semplice questione. Poteva o non poteva il consigliere, che pure il 16 febbraio era già stato espulso dal partito che lo aveva eletto in Consiglio regionale, l’Udc (in Piemonte schierato con il centrosinistra), rilasciare a se stesso, 9 giorni più tardi, una «dichiarazione di collegamento» con la quale si autorizzava a non raccogliere le firme di presentazione tra i cittadini per una lista con nome e orientamento politico diversi? Per gli avvocati del centrodestra era tutto lecito, perché la pur discussa leggina regionale che lo prevede è stata concepita anche per tutelare le minoranze all’interno dei partiti. Di opposto parere i legali del centrosinistra: averlo fatto significa invece tradire sia la volontà dei suoi precedenti elettori sia lo spirito della legge. I giudici hanno dato ragione ai ricorrenti, ad assistere alla sentenza c’era lo stesso Scanderebech, che se n’è andato senza proferire parola. Sullo stesso motivo è caduta la lista Forza Consumatori, i giudici hanno ritenuto illegittimo il suo cambio in corsa di ragione sociale.
Tratto da www.corriere.it

Il Manifesto di SCANDEREBECH per le elezioni regionali.
La reazione del governatore.
La notizia della sentenza del Tar l’ha ricevuta all’1 e 13, a casa. Poi una telefonata dopo l’altra, con il suo più fidato collaboratore Fabio Grosso, con l’alleato numero 1, Enzo Ghigo, con l’amica e assessore Elena Maccanti, si confronta con tanti e la voce che più ascolta è quella del capo, di Umberto Bossi. Passa dei quarti d’ora al telefono con il Senatur, mentre i dirigenti piemontesi del Carroccio fanno la coda al cellulare. Si deve decidere la linea da tenere, e tutti gli altri possono attendere… cellulari roventi
Alle 2 Roberto Cota si fa vivo con il primo commento: «Ricorso a Consiglio di Stato. Seguendo la legge il risultato è chiaro. Premesso che per la sentenza c’è il ricorso al Consiglio di Stato, che faremo, e premesso che devo ancora leggere tutto con attenzione, io ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al Presidente, che si attribuiscono in diversi modi, con voto congiunto e con voto disgiunto, in base a quanto prevede la legge.
Tratto da www.lastampa.it
Cota ha vinto per 9.200 voti, in ballo, per ora ne restano circa 15.000, che rischiano l’annullamento. Al neopresidente basterà che dei 15.000 voti in riconteggio 6.000 abbiano l’indicazione del suo nome per rimanere in sella. Comunque vada il riconteggio, ci saranno due verità.
