Pino Capozzi viene licenziato per una mail, la Fiat sbaglia
La Fiat ha licenziato Pino Capozzi, 33 anni, rappresentante sindacale della Fiom, impiegato di sesto livello nel settore engineering e design.
Pino è stato licenziato in quanto ha utilizzato la sua mail aziendale per inviare a dei suoi colleghi di ufficio una lettera da parte dei lavoratori dello stabilimento polacco di Tychy, una mail per sensibilizzare tutti sulla questione di Pomigliano dei lavoratori in generale. La Fiat non ha gradito il gesto e ha parlato di atteggiamento denigratorio nei confronti dell’azienda.
Il suo licenziamento è un’indecenza, una vergogna, uno schiaffo ai diritti della persona e del lavoratore. Un conto è una sanzione per uso improprio della mail aziendale, un’altra cosa è invece il licenziamento per aver espresso un’opinione diversa da quella dell’amministratore delegato.
A questo link, potrete scaricare il pdf contenente la lettera di licenziamento recapitata a Pino e la mail da lui inviata. In questo modo potrete valutare voi stessi di cosa stiamo parlando e rendervi conto che il comportamento della Fiat è ancora una volta inaccettabile.
Dopo gli avvenimenti di Pomigliano, l’ad Marchionne ha scelto di seguire la linea dura e il primo ad essere stato colpito è il nostro amico Pino Capozzi. Lui ha scelto di fare ricorso e farà tutto il possibile per riavere il suo posto di lavoro.
Noi tutti dobbiamo dare il nostro sostegno a Pino e dobbiamo impegnarci a far si che ciò che è accaduto non passi inosservato.
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Noi siamo con Pino, voi ?

Questo dimostra l’indecenza dei dirigenti di questo paese…
Caro Pino soprattutto per il legame che esiste tra noi non sarai lasciato solo…
I diritti dei lavoratori non possono essere annullati così!
è il nuovo trend, è tanto evidente, la minaccia che pende sul collo di tutti (perdere il posto di lavoro in anni di crisi) ha lasciato campo libero a qualsiasi schifezza. Palla al centro, vale tutto! Pressione sempre e comunque, accordi contrattuali ridicoli, sempre sulla pelle dei dipendenti. Ed infine….viene meno anche la possibilità di dissentire. Penso che la regressione stia viaggiando così velocemente che neanche ce ne stiamo rendendo conto. Si mantiene un linguaggio e una parvenza di rispetto che è funzionale solo al buon nome dell’azienda. Abbiamo condizioni e trattamenti pre-lotte sindacali con l’ipocrisia e la sfacciatagine tipica di questi anni (v.la politica). Fiat si augura il dialogo e poi licenzia senza scrupolo lavoratori (che bel termine, sarebbe bello riscoprirlo con tutto il suo dignità). Fiat si mette in gioco con un referendum e poi si riserva la possibilità di valutare eventuali decisioni a fronte dell’alta percentuale di no all’accordo su Pomigliano. Scrivi Italia sulle felpe, unico atto di coerenza.
Questa è l’Italia.
Torino, Italia, 2010
Uniti siamo tutto, divisi siam canaglia
Ci sono momenti in cui la rabbia dentro il cuore è difficile da placare. Questo è uno di quelli.
Viviamo una stagione tragica per i lavoratori che, con la crisi, ha ricevuto un ulteriore colpo di grazia.
Credo di essere uno dei tanti giovani che ben rappresentano il dramma di un’intera generazione.
Ho spalle grosse e forti, ma mi è difficile riuscire a tenere la schiena dritta.
Da una parte vivo la mancanza di diritti che i nostri genitori avevano conquistato negli anni delle lotte. E’ dura trovare il coraggio di vivere senza un salario sicuro, la precarietà ci trasforma in schiavi che non possono permettersi nulla.
E’ dura lavorare sentendosi una macchina, una merce col proprio numero di riconoscimento.
Ma è nulla confronto alla disperazione e alla paura di non essere rinnovati e di perdere il lavoro. Contratti di settimana in settimana, che con la crisi attuale spesso significa nessun rinnovo, nessun lavoro, nessun indenizzo, nessuna cassa integrazione. Soltanto un aiuto costante dai propri cari, il
trasformarsi in un tutto-fare per ogni occasione, permette l’attuale sopravvivenza, ma fino a quando?
Dall’altra parte la ferita più profonda però proviene da dentro. Quel sentirsi solo, emarginato da una società che ti usa come schiavo, quando e dove vuole perchè tragico è il bivio: prendere o lasciare, e lasciare significherebbe la fame.
Per questo sono grato al Circolo PRC di Nichelino, un circolo formato prevalentemente da operai che tanto mi hanno insegnato. Compagni che la lotta l’hanno pagata sulla proprio pelle, compresi i licenziamenti dalla stessa Fiat. La forza nostra è la coesione nell’agire e nell’unità politica e morale nei momenti di sofferenza.
La lotta portata dagli operai di Pomigliano, quel 36% che a testa alta ha votato NO, è la conferma che la speranza di cambiamento è viva, che con la lotta può trasformarsi in vittoria, ossia maggiori diritti e maggiori salari.
In questi giorni il compagno (vorrei chiamarlo ancora così) Capozzi, impiegato di sesto livello alla Fiat Mirafiori, è stato licenziato perchè ha usato l’ e-mail aziendale per diffondere, a quaranta colleghi, un volantino in cui i lavoratori polacchi di Tichy esprimevano solidarietà ai colleghi di Pomigliano in vista del referendum. Licenziamento che sta colpendo altri due operai dello stabilimento Fiat di Melfi.
L’obiettivo è evidente. Dividere i lavoratori e colpirne uno per educarne cento. Intimidire qualsiasi forma di lotta, che oggi può essere un volantino web o l’adesione ad uno sciopero. Con Capozzi, militante del PD di Nichelino, in passato ho anche avuto scontri, ed alcune sue accuse tutt’ora feriscono il mio
orgoglio di compagno. Anche per questo alcuni compagni, con tono provocatorio, non se la sono sentita di dare una solidarietà piena, proprio perchè questa situazione degenerante è alimentata dalla posizione del PD sempre più lontana dai lavoratori, sempre più vicina alla confindustria.
Con calma e sangue freddo bisogna affermare che le contraddizioni sono evidenti, ma non si deve fare il gioco dei veri nemici. Politicamente non condivido e non rispetto il suo schieramento politico che sicuramente è complice di questa situazione.
Ma voglio riconoscere il coraggio di aver mandato quella email. A me basta questo per dare il mio sostegno al 200%
La vera battaglia è far nostro il motto “uniti siamo tutto, divisi siam canaglia”. La nostra filosofia deve essere questa, la nostra lotta deve essere la più unitaria possibile. La FIAT reagisce cosi dopo il referendum di Pomigliano. Ricordiamo e non scordiamo, che Capozzi è solo una pedina. Domani a chi toccherà?A quale azienda? A quali lavoratori?
Per questo esprimo piena solidarietà mia e di tutta l’organizzazione provinciale dei Giovani Comunisti Torino 2.0.
Ma rilancio: perchè non proviamo una vera azione unitaria di classe con e per i lavoratori.
Nei mesi scorsi, al consiglio regionale del Piemonte, abbiamo proposto una legge contro la delocalizzazione delle aziende all’estero. Il Pd l’ha bocciata definendola “bizzarra”. Se è vero che “uniti siamo tutti, divisi siam canaglia” iniziamo una lotta contro la precarietà, contro la legge 30,contro le
delocalizzazioni.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ripartiamo da qui, ripartiamo con il ristabilire quei diritti dei lavoratori conquistati negli anni di lotta pura. Il nostro augurio quindi è: oggi compatti ad esprimere solidarietà, domani uniti nella lotta.
“Prima di tutto manganellarono i noglobal e io non dissi niente, perchè erano solo casinisti
Poi manganellarono i valsusini e io non dissi niente, perchè erano lontano da casa mia
Poi manganellarono gli aquilani e io non dissi niente, perché non ero terremotato
Infine manganellarono gli operai e io non dissi niente, perché ero disoccupato.
Un giorno manganellarono me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”
Salutari Andrea
Coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino 2.0
HANNO FATTO BENE A LICENZIARLO. CHE FAI SPUTI NEL PIATTO IN CUI MANGI? NON PUOI PERMETTERTI DI FARE CATTIVA PUBBLICITA E DI INCITARE LA RIVOLTA NEGLI STABILIMENTI…BEN GLI STA.
MI spiace caro N7200 (tra l’altro neanche il coraggio di firmarti) ma nella nostra Costituzione esiste una serie di diritti tra i quali quello di avere i sindacati e quello del diritto di espressione in qualunque “piatto”!
Mi spiace perchè credo che tu sia una persona con un basso livello di etica e di coraggio…
Pino sei dalla parte della ragione e tutte le persone che ti stanno sostenendo lo dimostrano!