Un’altra occasione persa

giugno 25 2010 0 Commenti

di Sarno Diego

acqua

Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori in maniera diversa hanno di nuovo perso un’occasione per ricominciare ad essere un partito popolare, vero e all’interno della storia. L’occasione persa è l’adesione al comitato “Acqua pubblica” e alla sua battaglia.
L’acqua è un bene comune, pubblico e indispensabile
e cercare di trasformarlo in un bene capace di produrre profitto, è un delitto, perché la sua distribuzione e il suo utilizzo sono proporzionali alla qualità della vita.
Se l’acqua o la sua distribuzione fossero messi nelle mani di aziende private queste prenderebbero decisioni volti a produrre profitto per loro e non un utilizzo “pubblico” per i cittadini.

Il Comitato nazionale Acqua Pubblica formato da cittadini ha reagito con estrema velocità, capacità e intelligenza, ponendo attraverso il referendum abrogativo l’attenzione su tre quesiti:

1- vietare la gestione della rete distributiva ai privati
2- vietare il ricavo di profitti dalla vendita dell’acqua pubblica
3- non tornare indietro rispetto al concetto “acqua pubblica”

Il PD e l’Italia dei Valori che fanno?
Uno dichiara di non credere nello strumento referendario e l’altro visto che non poteva avere un impatto mediatico rilevante, ne ha proposto uno suo.
Sul referendum e sui collegamenti con i partiti, abbiamo incontrato Pino Maio componente del Comitato Intercomunale Acqua Pubblica Torino Sud che afferma “Il referendum abrogativo è lo strumento con il quale possiamo bloccare l’attuale sistema che porta alla perdita di un’infrastruttura fondamentale per la qualità della vita dei cittadini” e promette “Finita la fase della raccolta firme, arrivata già a più di 700.000, coinvolgeremo i cittadini ad andare a votare sicuri di raggiungere il 50% più uno” e sui due partiti che non condividono la battaglia dice “Non ho capito l’atteggiamento di Bersani e del Pd che non credono nello strumento del referendum avendo però l’impossibilità di proporre e far approvare leggi all’interno del parlamento visti i numeri della maggioranza e idem per l’Italia dei Valori che inizialmente ci sosteneva ma che poi, non essendo nel comitato promotore e quindi non avendo una mediaticità rilevante, ha iniziato una sua raccolta firme con altri criteri e contenuti”.

Da queste parole si intuisce l’incomprensibilità delle scelte del PD e dell’IdV, scelte che non condivido sia come cittadino che come amministratore locale (assessore della Città di Nichelino) in quota Partito Democratico. Infatti condividendo questa battaglia, perché fondamentale per la nostra vita, insieme ad altri amministratori locali ci siamo resi disponibili come autenticatori e da ormai alcune settimane all’interno del contenitore “Comitato Acqua Pubblica” e senza evidenziare appartenenze altre, siamo nei mercati e in altri luoghi pubblici con i banchetti.

Per fare altri esempi, sulla stessa scia delle occasioni perse, come è possibile non attivare iniziative popolari sulla legge bavaglio, sulla questione del patto di stabilità che sta “uccidendo” i Comuni o sulla questione della finta lotta alle mafie da parte del Governo (tanti arresti di boss ma solo eco-mafie ha un “fatturato” di 20 miliardi).
Caro Bersani, caro Di Pietro smettetela di pensare ai mal di pancia interni ai vostri partiti e alla vostra smania di apparire e ritornate ad ascoltare la base del partito e dei cittadini che invece hanno nella maggioranza dei casi la voglia di occuparsi di interessi collettivi senza finire sulle prime pagine dei giornali.

Per tutto questo crediamo che il PD e l’IDV abbiamo di nuovo perso un’occasione per stare dalla parte della politica utile e agganciata alla realtà e per lo stesso motivo ringraziamo il Comitato Acqua Pubblica ed in particolare, per la zona sud, Simona che dall’inizio e sacrificando molto del suo tempo sta portando avanti la battaglia in prima persona.

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