Lezione 11 Giugno: ambiente, lavoro, istruzione, ricerca. CONTRO IL FURTO DEL FUTURO

giugno 15 2010 Un Commento

Lezione 11 Giugno

Ambiente, lavoro, istruzione, ricerca.

CONTRO IL FURTO DEL FUTURO

di Bracco Matteo

Il tema della lezione può essere riassunto dalla canzone

Franz è il mio nome (clicca il link) di Edoardo Bennato;

in particolare dalla strofa:

Lì tutto è permesso, lì tutto si può comprare
e ti conviene spendere senza pensare
e se non avrai più i soldi una mattina
ti troverai dall’altra parte della vetrina

INTRODUZIONE

Il relatore della serata, Angelino Riggio, ha iniziato la lezione proponendo alcune citazioni atte a focalizzare l’ importante concetto del “tempo in politica”:

Una risposta giusta data in un momento sbagliato è, quasi sempre, sbagliata”;

Il tempo è la misura della vita dell’ uomo” (Marx).

Il discorso è continuato con la descrizione etimologica della parola tempo, che richiama il concetto di tagliare: il tempo come la frazione di eternità in movimento assegnataci. Perchè il passato è uno, ma il futuro è molteplice. Questo è un concetto importante perchè come si può leggere dal titolo dell’ incontro, si è parlato del furto del futuro, cioè della espropriazione della nostra frazione di eternità e della possibilità di cambiamento in senso positivo.

La questione, secondo Riggio, ha raggiunto livelli eccezionali ed ha anche parecchio a che fare con la odierna crisi.

LA CRISI

Il libro “La veduta corta” di Tommaso Padoa Schioppa è stato sintetizzato dal nostro relatore per descrivere la crisi.

A dispetto di quanti l’ hanno negata, la crisi c’è, è ancora in atto e, purtroppo, i suoi effetti negativi soprattutto per quanto riguarda occupazione e livelli di benessere si protrarranno per un lungo tempo, rubando alle persone una grande frazione di futuro.

È utile indagare sull’ origine della crisi perchè essa, nonostante il danno economico-sociale, ha una grande forza di svelamento: la crisi piega le manipolazioni. Infatti la realtà non è mai assente, e prima o poi fa valere le sue ragioni.

La crisi è nata quando la forza del reale si è imposta alla prepotenza virtuale.

Sotto proponiamo alcuni schemi utili a capire questo punto, discusso durante la serata:

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2

In realtà i guadagni erano virtuali…

3

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  • I guadagni sui mutui, contratti con creditori con scarsa capacità di restituzione, diventano titoli

    spazzatura, che tramite il processo di cartolarizzazone si trasformano in titoli finanziari commercializzati in tutto il mercato mondiale.

  • I titoli tossici sono presso tutte le banche (soprattutto quelle grandi come la Lehaman

    Brothers che nel 15 Settembre 2008 fallisce) che perdono i propri patrimoni e quindi si determina una ulteriore difficoltà nel concedere prestiti anche interbancari.

  • Le aziende hanno più difficoltà per l’ accesso al credito e quindi per pagare i loro fornitori, i

    lavoratori, le innovazioni di processo e di prodotto. Soprattutto le piccole aziende, più fragili.

Che cosa vuol dire tutto questo per la gente comune?

Innanzitutto più disoccupazione, più precarietà del lavoro, meno diritti e meno retribuzione. In definitiva una minore massa di denaro disponibile per i lavoratori dipendenti e di spese per il consumo. E quindi anche per il commercio e per la produzione.

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Successivamente a questa descrizione, il discorso si è focalizzato sulle contraddizioni di questo sistema: un aumento progressivo della ricchezza avrebbe dovuto portare ad una diminuzione dell’ orario di lavoro, invece in questi ultimi trenta anni gli orari di lavoro negli USA si sono allungati; contemporaneamente sono cresciuti tutti gli indici di insoddisfazione e di infelicità:

  • PIÙ solitudine, difficoltà di comunicazione, paura, diffidenza, instabilità delle famiglie

  • MENO solidarietà, onestà, partecipazione sociale, senso civico

    La gente cerca nel lavoro e nella maggior richezza materiale una compensazione al peggioramento delle proprie condizioni relazionali. Ma a loro volta il tempo e le energie dedicati al lavoro vengono sottratti alle relazioni interpersonali che peggiorano ancora di più.

    L’esito di questo meccanismo che si autoalimenta è una crescente ricchezza di ciò che è privato e una crescente povertà di ciò che è comune.

Ecco che vengono colpiti i settori più importanti, che dovrebbero essere tutelati:

  • l’ AMBIENTE è devastato in nome del profitto (per esempio il danno infinito che stà provocando la Marea Nera negli ultimi mesi);

  • il LAVORO proprio (e soprattutto quello degli altri, quello sfruttato per intenderci) viene svalutato e considerato non la realtizzazione della vita umana ma uno strumento per raggiungere possesso di beni;

  • l’ISTRUZIONE non è più il principale investimento verso le nuove generazioni ma viene intesa come una spesa improduttiva da tagliare con la indifferenza inconsapevole della Gelmini.

  • la RICERCA, che non può essere presto monetizzata, è avvilita senza comprendere che essa è la mossa del cavallo dell’umanità, il principale motore del miglioramento delle condizioni di vita, per la comprensione ed il rispetto del nostro vivere e del nostro mondo.

    È così che avviene il furto del futuro!

    Basti pensare alle insensate statistiche che determinano all 8-9% la disoccupazione generale, mentre al 40-50% la disoccupazione nei giovani fra 18 e 30 anni! Senza contare che l’ 85% dei giovani occupati è in una condizione di contratto a tempo indeterminato!

Per fortuna i principali derubati, i giovani, stanno maturando una critica severa del consumismo. Questa critica però deve essere incoraggiata e diffusa per determinare una nuova mentalità di cambiamento, una veduta lunga, la cui mancanza è stata all’origine della crisi odierna, che punti a recuperare il tempo che ci è stato sottratto!

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Un Commento to “Lezione 11 Giugno: ambiente, lavoro, istruzione, ricerca. CONTRO IL FURTO DEL FUTURO”

  1. Luca scrive:

    La visione di Angelino Riggio qui riassunta è sacrosanta, subita ma non sempre consapevole in tutti noi. Ciò che manca è una soluzione! io credo che non sia sufficiente far ricadere sulla futura e sperata critica severa sul consumismo da parte dei giovani un rimedio alle cause scatenanti di questa crisi. Ciò che è mancato e manca tuttora a questo pugno nello stomaco che rappresenta la crisi è una reazione uguale e contraria. Con questo intendo che all’esplodere del malcontento non abbiamo alzato lo sguardo per ribellarci a chi era veramente responsabile ma ci siamo chiusi nel nostro piccolo; colpevolizzando il capo o un pò più in su il politico o forse un pò più in su il governo senza pensare che in altri stati altri come noi stavano vivendo la stessa situazione e non sarebbe nemmeno giusto colpevolizzare l’oltremare! Secondo me questa crisi in realtà non ha confini e nemmeno un territorio proprio come il SISTEMA del POTERE FINANZIARIO delle banche! ! A mio avviso la soluzione che non è stata proposta anzi tarda ad essere anche minimamente valutata, ed è di riconferire la territorialità alle banche, rivalutando i sistemi di signoraggio al fine di riunire con uno sforzo collettivo da parte degli stati i Diversi sistemi economici.

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